Yamaha R6 Supersport su strada
La Yamaha R6 2011, una moto tanto bella quanto efficace in pista e su strada.
L’ultimo sviluppo della Yamaha R6 risale al 2011, ma non è mai il momento sbagliato per parlare di una moto di questo tipo, visivamente accattivante e con una tecnologia di ultima generazione. Inoltre, con essa è stato proclamato campione di Supersport l’uomo rivelazione della MotoGP, Cal Crutchlow.
Yamaha ha sempre vantato che le sue moto stradali sono autentiche opere di ingegneria che derivano quasi interamente dai circuiti, dove la tecnologia sviluppata nello stesso campionato di MotoGP viene applicata, leggermente modificata ma altrettanto efficace, alla strada.
Partendo dal motore, si tratta di un quattro cilindri di 599 cc, raffreddato a liquido, con un alesaggio per corsa di 67,0 x 42,5 (dimensioni in millimetri). Questo si può definire corsa corta, anche se sembra che in questo senso stiano lavorando tutte le marche ultimamente. Pistoni grandi e corse corte si traducono in regimi molto elevati, da cui deriva ciò che tante volte si è detto di questa moto: è una moto da portare su di giri.
Questo motore sviluppa una potenza di 123,8 CV a 14.500 giri/min, inoltre la sua coppia massima si trova a 65,7 Nm a 10.500 giri/min. Con questi numeri torniamo alla riflessione di prima: è una moto con molta forza nella parte alta del contagiri, e questi valori sono alla portata di poche moto.
Ma cosa sarebbe stata tanta potenza senza un insieme di componenti che la accompagnassero per fare un buon prodotto? Ve lo diciamo noi: una follia incontrollabile. Per questo hanno montato una frizione antisaltellamento (molla a spirale), che permette di scalare con grande morbidezza al tatto; in fase di scalata, però, il YCC-T ha il suo lavoro: è l’accelerazione controllata, molto simile a ciò che nel gergo della MotoGP chiamiamo Ride By Wire. Anche il sistema YCC-I, che controlla l’aspirazione, aiuta molto in quest’ultimo compito.
Passando al telaio, elemento chiave nel controllo e nella maneggevolezza della moto insieme alle sospensioni. È di tipo Deltabox, in altre parole a doppia trave in alluminio, realizzato con pressofusione e derivato dalla tecnologia sviluppata da Valentino e Lorenzo. Con questi collaudatori è chiaro che è precisa ed equilibrata. Quanto alla forcella, è rovesciata (non poteva essere diversamente), regolabile in compressione per alta e bassa velocità, in estensione, in altezza e anche, ovviamente, nel precarico: con una buona messa a punto di questo otterremo il miglior comportamento possibile di questa e di qualsiasi moto.
Ecco tutti i numeri:
Motore
-Tipo di motore: Raffreddato a liquido
-Cilindrata: 599 cc
-Alesaggio x corsa: 67,0 mm x 42,5 mm
-Rapporto di compressione: 13,1 : 1
-Potenza massima: 91,0 kW (123,8 PS) @ 14.500 giri/min
-Coppia massima: 65,7 Nm (6,7 kg-m) @ 10.500 giri/min
-Sistema di lubrificazione: Carter umido
-Alimentazione: Iniezione di carburante
-Tipo di frizione: Multidisco con molla a spirale
-Sistema di accensione: TCI
-Sistema di avviamento: Elettrico
-Sistema di trasmissione: Presa costante
-Trasmissione finale: Catena
Telaio
-Telaio: Deltabox in alluminio pressofuso
-Sospensione anteriore: Forcella telescopica rovesciata, Ø 41 mm
-Escursione anteriore: 115 mm
-Angolo di inclinazione del cannotto: 24º
-Avancorsa: 97 mm
-Sospensione posteriore: Forcellone oscillante
-Escursione posteriore: 120 mm
-Freno anteriore: Doppio disco, Ø 310 mm
-Freno posteriore: Disco singolo, Ø 220 mm
-Pneumatico anteriore: 120/70 ZR17M/C (58W)
-Pneumatico posteriore: 180/55 ZR17M/C (73W)
Dimensioni
-Lunghezza totale: 2.040 mm
-Larghezza totale: 705 mm
-Altezza totale: 1.100 mm
-Altezza della sella: 850 mm
-Interasse: 1.380 mm
-Altezza minima da terra: 130 mm
-Peso (incluso il serbatoio dell’olio e il serbatoio del carburante pieni): 189 kg
-Capacità del serbatoio del carburante: 17,0 litri
-Capacità del serbatoio dell’olio: 3,4 litri
Fonte e foto | Yamaha-moto.eu


















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