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Interviste Red Bull X-Fighters Madrid: Melero, Sherwood e Villegas

Abbiamo voluto anche conoscere di prima mano come vedono la competizione altri tre piloti del Red Bull X-Fighters di Las Ventas a Madrid: in questa tornata abbiamo Maikel Melero, Levi Sherwood e Javier Villegas.

In questa seconda parte della tornata di interviste abbiamo il grande Maikel Melero, un pilota che ogni giorno punta sempre più in alto e che tra poco, pochissimo, diventerà qualcosa di molto grande a livello mondiale. Levi e Villegas rappresentano il presente del campionato, che arriva a Madrid molto vivo, in una tappa che ha un’importanza in più dopo la cancellazione di Istanbul a causa del vento.

Queste interviste ci aiutano a capire meglio come un rider vede la prova spagnola, ma ci permettono anche di sapere quali sono i loro trucchi preferiti o come vedono il futuro del campionato.

Personalmente sono rimasto incantato da Maikel e da Javier: entrambi ci rendono un po’ più facili le interviste, facendole nella nostra lingua, ma più di questo è stato il loro carattere divertente e il modo di raccontare le cose con una sincerità profonda.

    Maikel Melero

PM: Ciao Maikel, fin dove pensi di poter arrivare qui?

MM: Sono più preparato che mai e spero di fare tutti i salti che ho, e di farli bene, e che la giuria sia dalla mia parte; ormai non dipende più da me.

PM: Che cosa di speciale hai sulla tua moto?

MM: Lo stesso di tutti i piloti: ho solo di speciale un attacco per mettere il piede quando facciamo i Backflip, ma lo montano in molti altri.

PM: Hai in mente qualche trucco speciale?

MM: Ora sto facendo il Backflip Doppio Grab, lasciando la moto e aggrappandomi al codino, ma adesso che ci arrivo, Taka lo fa con un Rock Solid, anche se va bene (ride). Non ci sono molti piloti al mondo che lo fanno.

PM: Qual è il trucco con cui ti diverti di più?

MM: Con il Tsunami, o con il Doppio Back Flip stesso, anche se mi piacciono tutti: ogni volta che vedo un salto ben segnato e ben eseguito, sono tutti belli.

PM: Salti che conosciamo, molto complicati: Body Varial, Frontflip, Doppio Backflip. Li provi o li alleni?

MM: Il Doppio Backflip e il Frontflip ancora non li ho provati, ma il Body Varial sì: l’ho provato in piscina, ma sono arrivati gli eventi dell’anno e non possiamo più rischiare di allenarci di più e cadere; quando arriverà l’estate voglio esercitarlo per averlo pronto per l’anno prossimo.

PM: L’anno scorso l’hai fatto benissimo, hai trasmesso molta energia al pubblico; ora tocca migliorare.

MM: È una cosa che non pianifichi: vedi tantissima gente e tu sei solo in pista.

    Levi Sherwood

PM: La scorsa stagione molti infortuni; ora affronti questa al 100%. Come vedi quest’anno? Credi di poter vincere il campionato?

LS: La scorsa stagione è stata davvero dura e quest’anno voglio solo divertirmi. Se vinco non sarà una cosa attesa, ma per questo combatteremo.

PM: Sei già stato qui più volte, vero?

LS: Sì, è la terza volta che sono a Madrid e mi piace moltissimo questo posto, tutti i fan: è una cosa che non si trova in altri posti.

PM: Vincere a Dubai la prima tappa è stato grande, no?

LS: Sì, a Dubai ho vinto anche se non me lo aspettavo davvero. È stato un grande successo e buoni punti per la classifica.

PM: Fin dove arriverai qui a Madrid?

LS: Credo che non sarà molto difficile qualificarmi per la fase finale e partecipare venerdì.

PM: Di solito scrivi i trucchi sulla moto?

LS: Sì, di solito li scrivo, ma uno deve sapere cosa deve fare e bisogna essere concentrati: non c’è tempo per leggere.

    Javier Villegas

PM: Credi che si debba tenere conto del caldo?

JV: Sì, totalmente: il gran caldo che fa qui influisce sulla concentrazione, sei attento al sudore e costa concentrarsi.

PM: Sei terzo per il momento, fantastico, no?

JV: Sì, è il secondo anno che faccio gli X-Fighters e in realtà va molto bene.

PM: Prima di fare FMX facevi Motocross: com’è stato quel salto?

JV: Non è stato davvero un salto, è stato passo dopo passo: ho iniziato a fare trucchi durante le gare di motocross, anche se questo non piaceva ad altri piloti; poi ho cominciato a correre e a fare freestyle nello stesso evento, e poi ho lasciato del tutto il Motocross. Prima, quando correvo nel Motocross, usavo il Freestyle per rilassarmi; ora vado in pista quando voglio rilassarmi, esattamente al contrario.

PM: Hai due figli: si avvicinano alla moto?

JV: Non ho ancora avuto molto tempo per allenarli, ma già la settimana scorsa ho un bambino di 3 anni che sta su una di quelle bici senza pedali e vola e fa acrobazie, e quello di 7 anni è salito sulla 50cc la settimana scorsa e gli è piaciuta tantissimo. Tutto ciò che ho allenato io, le tre ore che ho passato ad allenarmi, lui le ha passate sopra la moto. Se si avvicinano, ben venga, ma non so se avrò tempo di allenarli adeguatamente; il maggiore fa anche karate e l’altro giorno ha fatto la sua prima competizione, è arrivato secondo e mi sono sentito più orgoglioso che in tutta la mia vita, compreso il mio podio agli X-Fighters e la medaglia agli X-Games. Ma li appoggerò in qualunque cosa vogliano e li renda felici.

PM: Sei di origine cilena, ma vivi in California: perché questo cambiamento?

JV: Il Cile ha molta moto, moltissimo enduro, e per di più ha quasi tanti seguaci quanto il calcio. Ma il freestyle niente: mio fratello e io eravamo gli unici a praticarlo. Sono stato in Florida, in Texas e ora in California: lì è la culla del motociclismo off-road, ed è per questo che adesso sono lì, e abbastanza bene.

PM: Parlando di moto, adesso alcuni di voi usano il 2T e altri il 4T: credi che il quattro tempi finirà per imporsi?

JV: La maggior parte passerà al 4T, è il futuro, anche se fa male: adoro l’odore della miscela. Inoltre il quattro tempi ti facilita tutto, è quasi come barare: quelli del quattro tempi chiedono che le rampe si spostino all’indietro perché sono troppo corte; noi ci soffriamo, e nelle piste più complete il quattro tempi fa la differenza. Io, in effetti, sto cominciando a mettere da parte i soldi per avere il mio.

PM: Che ne pensi della pista di Madrid, piccola piccola, rispetto alle grandi piste come Glen Helen negli USA?

JV: Glen Helen è la più grande che abbiamo avuto, ma Madrid ha quella magia: credo che qui, in questo paese, in questa città, ci siano i veri fan del Freestyle. Vai a Los Angeles, agli X-Games, e la gente ovviamente ti applaude, ma hanno visto di tutto, e ai gringos credo che piaccia che la cosa esploda, e siccome lì non vedono fiamme, applaudono un po’ e si annoiano. Ma la gente di qui fa freestyle da undici anni e applaude come il primo giorno: lo adoro.

PM: Qual è il tuo trucco preferito?

JV: Il bacio della morte (Kiss of Death): ne ho fatto uno così lungo che mi hanno chiamato il Michael Jordan del Freestyle, e di quel salto si parla ancora.

PM: Qual è il tuo obiettivo qui?

JV: Guarda, ho due obiettivi: quello fisico, cioè avere il trofeo in mano, e quello personale, cioè migliorare, andarmene da qui meglio di come sono arrivato il primo giorno; e se imparo qualcosa, sarà già un miglioramento.

Foto | David Gómez, Alejandro Batán (Plusmoto.com)

AB
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