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MotoGP

Ciao Marco

——Gloria:

Sono la coordinatrice di questo umile blog motociclistico e oggi ho voluto iniziare questo 24 ottobre 2011 parlando di Marco Simoncelli, ora che mi sono svegliata e ho visto che non è un incubo, bisogna tornare indietro…

Ieri è stato un giorno orribile, un giorno nero, un giorno triste, un fottuto giorno di merda, ci ha lasciato il 58 dopo un tragico incidente sul circuito di Sepang, lasciando amici, famiglia e il mondo del motociclismo immerso in un dolore enorme, perché un giovane di appena 24 anni se n’è andato, purtroppo.

Sicuramente molti di voi hanno letto altri commenti di gente del settore, appassionati e amanti delle moto; quello che vedrete di seguito non è né un ripasso della carriera del 58, né un rivivere i brutti momenti, è semplicemente il mio modo di tirare fuori tutto ciò che porto dentro da ieri, sarete la mia valvola di sfogo perché altrimenti finirò per esplodere, spero che me lo permettiate.

Simoncelli è stato un pilota battagliero, aggressivo, con tanta voglia, sempre alla ricerca di sempre di più, di superarsi, e anche controverso; è stato criticato da molta gente, tra cui chi scrive queste righe; ma molte volte ci siamo fermati solo a questo, non siamo andati oltre, non abbiamo visto quel sorriso che illuminava il paddock e che mostrava anche nei momenti peggiori, quella chioma al vento che era uno dei suoi tratti distintivi, quell’affetto che dimostrava ai suoi fan in ogni pista, insomma, quel 58.

Nessuno può mettere in dubbio che fosse un grande pilota, che ci ha lasciato uno dei protagonisti del campionato, che se n’è andato senza preavviso lasciando devastata la famiglia del mondiale e tutti gli appassionati, perché si spegne un sorriso, una vita, un’illusione, un sogno, una passione, un entusiasmo, un tutto, perché se n’è andato, signori e signore, è scomparso SuperSic, il capellone (affettuosamente), SuperPippo, 58, Sic, insomma Marco Simoncelli. Ora non sarà più in pista, non lo vedremo in griglia, non lo vedremo indossare il casco con il suo modo particolare, non lo vedremo in gara con i capelli fuori dal casco, non lo vedremo con la fascia sul naso, non lo vedremo con la fascia tra i capelli, non lo vedremo mostrare il cartello del suo sito web appena inaugurato, non lo vedremo…

Perché se n’è andato… questo è tutto, se n’è andato.

Da parte mia, e da parte del mio team, mando a tutta la famiglia, agli amici, al team Gresini, Honda e alla famiglia motociclistica in generale, incoraggiamento, forza e le nostre condoglianze per la perdita di questo giovane pilota, che aveva un grande futuro davanti a sé.

Ciao Marco.
Gloria

—- David: Il cielo avrebbe dovuto aspettarti di più, Marco.

Oggi è un giorno triste, duro, difficile. Per tutti noi che amiamo lo sport delle moto, ci ha lasciato un pezzo di noi. Un frammento di noi stessi, di coloro che godono dello spettacolo delle due ruote. Oggi ci ha lasciato Marco Simoncelli.

Avevamo appena fatto due giri di gara. Marco lotta con Bautista per la quarta posizione, perde il controllo e… beh, sapete tutti il resto. Notizie confuse dal paddock, Twitter che fumava, la TV non diceva nulla. E quando hanno cancellato la gara, è stato brutto.

Non riesco a togliermi dalla testa l’immagine del padre che esce dalla clinica e scuote la testa quando la fidanzata di Pippo si avvicina a lui. La desolazione di Fausto Gresini, dei meccanici, di tutti.

Marco non lasciava indifferente nessuno, non sarò io a ora ad appuntarmi medaglie e a dire che l’ho difeso e che era il mio idolo. L’ho criticato come tutti. Quando lottava con Barberá e Bautista nella 250cc, con quell’aggressività che gli diede il titolo nel 2009, e che poi gli impedì di ripetersi l’anno successivo. Nemmeno nell’incidente con Dani a Le Mans quest’anno. Ma non meritava questo. Nessuno lo merita.

Non ha voluto mollare la moto. Quella che gli aveva dato la gloria, che gli stava facendo inseguire il sogno di diventare il numero 1 del mondo. Quella che gli diede il suo primo podio in MotoGP a Brno, e il secondo a Phillip Island. Quella che gli ha tolto la vita.

Non so se la norma assurda dei 6 motori per contenere i costi sia la colpevole di tutto questo. Da quando hanno solo 6 motori a stagione, i piloti non mollano la moto. Si rovinano le mani cercando di non far spegnere la moto. Qualcosa deve cambiare, credo.

Da qui, ricevi il mio più sincero omaggio, il mio abbraccio ai suoi genitori, a sua sorella, alla sua ragazza. Al Team Gresini, che torna a vivere un momento così duro. Al suo amico Vale, che deve essere distrutto, “era come mio fratello minore” ha detto. Da qui, e con le lacrime agli occhi, spero che tu continui a sorridere dal cielo.

Riposa in pace, Marco.

Marco Simoncelli 20 gennaio 1987 – 23 ottobre 2011

—- Alejandro:

http://www.youtube.com/watch?v=KmAnXxrVC94

Ieri Marco, te ne sei andato, per non tornare mai più, e questa è la cosa più dura. Se devo essere sincero, l’ho saputo fin dal primo momento, proprio quando ti ho visto perdere il casco e ho voluto gridare, ma non mi è uscita la voce. Ho capito che un incidente a quella velocità, in piena accelerazione sia di Vale che di Colin, non ti avrebbe lasciato uscire vivo.

Anche se le fonti del circuito si occupavano di assicurare che in linea di principio eri cosciente, la mia mente pensava solo a un altro che, come te, cadde e lasciò la vita per una passione, sicuramente sai di chi sto parlando, sì, di Tomizawa.

È stato di nuovo un momento molto duro, sia per i miei colleghi, sia per gli appassionati, sia per me. Ovviamente, chi soffrirà di più sono coloro che ti erano vicini, che ti conoscevano, che ti volevano bene, ma noi che viviamo le vostre gare cercando di capire ogni dettaglio, leggendo e riscrivendo le vostre parole, arriviamo anche a sapere cose di voi. Per esempio, so che volevi arrivare alla tua prima vittoria in MotoGP, tra questa gara e Valencia; forse è stato questo a farti aggrappare alla moto per rialzarti, ciò che non sapevi è che ti stava portando alla fine.

Avevi un potenziale enorme e la mia stessa età, 24 anni, avevi tutta la carriera davanti per tornare a essere quello che un giorno sei stato, e sono sicuro che, se avessi avuto tempo, lo saresti tornato, Campione del Mondo.

Non si può dire che te ne sei andato dalla porta di servizio, sei sempre stato in prima fila, sia in pista che fuori, e questo ti ha portato a farti tanti amici quanti nemici, ma questo ormai non conta più, ora hai solo persone che ti rispettano e, beh, gente che, come sempre, stona.

Ovunque tu sia, non ti dimenticheremo mai, hai segnato uno stile, hai lasciato un carattere. Non dimenticherò mai il tuo 58, né quella chioma.

A presto, campione.

Foto | Sito ufficiale MotoGP

G

Gloria

Me llamo Gloria, y soy la coordinadora y editora de Plusmoto.com, una apasionada a las dos ruedas desde hace "millones" de años que vive en Barcelona (cercanías) y que disfruta de cada competición, moto, exhibición y muestra al 100%. También me gusta mucho todo el tema de redes sociales. La verdad es que PlusMoto.com es un sueño hecho realidad, y que gracias a los miles de fans sigue creciendo día a día, así que sin vosotros /as no sería posible. Viviendo mi sueño.

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  2. Yo siempre, siempre, siempre le defendí. Me encantaba, su forma de pilotar y su personalidad me tenían encandilada. Quizás por esa eterna sonrisa se hizo tan amigo de su ídolo, de Vale, porque para mí son tan parecidos y a la vez tan diferentes… perdía objetividad con él a veces, no podía reprocharle nada. Y ahora, simplemente… no habrá ya nada que reprochar. Es un duro golpe, otra vez, poco más de un año después de Tomi. Espero que descanse en paz y allá donde esté tenga esa sonrisa dibujada.

🇮🇹 IT