Plusmoto

Motos de calle y competición

Eventi

Intervista a Tito Rabat e Yonny Hernández a Madrid-Xanadú

Grazie ad Aegis Inmo, lo scorso 18, il team di PlusMoto ha potuto intervistare i piloti del mondiale Moto2, Tito Rabat e Yonny Hernández. I piloti si sono mostrati molto disponibili e hanno dimostrato le loro grandi qualità umane.

Entrambi hanno risposto a tutte le domande senza alcun tipo di reticenza e con grande naturalezza. Del resto, sia Yonny che Tito sono due ragazzi molto genuini.

Tutti i presenti hanno potuto godersi la loro compagnia, farsi delle foto, ricevere poster autografati e perfino partecipare a un sorteggio di biglietti per il Motorland, grazie ad Aegis.

 

  • Intervista a Tito:

D: All’inizio della stagione, tu e il tuo team, quali obiettivi vi siete posti?

R: Questo è il mio primo anno in Moto2. Lo scorso anno ho chiuso molto contento in 125cc, ma dopo aver visto come era la “categoria durante l’anno precedente, pensavo che non sarei nemmeno riuscito a far punti”. Anche se, nonostante ciò, l’obiettivo è sempre stato conquistare punti.

D: Quindi, dopo aver visto come sono andate le prime gare, cambieresti quell’obiettivo?

R: La verità è che l’ambizione ti porta sempre a volere qualcosa in più. Ho visto che portare punti a casa è possibile, visto che li ho conquistati in tutte le gare tranne che a Le Mans, dove sono caduto in prove e, anche se ho potuto correre, non stavo bene fisicamente. Poi a Montmeló ho fatto quella che per me è stata la mia migliore gara: ho concluso settimo, a 12 secondi dal primo, e in Moto2 non è poco. Poi a Silverstone ho chiuso sesto in una gara molto, molto difficile, con tante cadute, tutte dietro di me tranne quella di Pasini, e sono rimasto sempre tra i primi sette. Ora cercheremo di lottare per le prime cinque posizioni, ma soprattutto vogliamo imparare sulla moto, come si comporta nei diversi circuiti e continuare a crescere in questa stagione.

D: Come stai dopo l’infortunio subito a Le Mans?

R: Bene, la verità è che sono già molto recuperato. (Tito ci ha mostrato la mano piena di cicatrici, a testimonianza di quanto sia temprato dalle tante battaglie in pista).

D: Come valuti la categoria?

R: Per me la Moto2 è una categoria molto ben fatta: tutti montiamo le stesse sospensioni, più o meno i telai sono simili, abbiamo tutti lo stesso motore, il peso è praticamente uguale, alla fine vince chi dà più gas. L’unica pecca è che la potenza a volte è un po’ scarsa: vince chi la gestisce meglio e chi, durante il fine settimana, trova il miglior assetto.

D: Per noi appassionati a volte è un po’ complicato capire le differenze che offrono i telai. Potresti chiarirci un po’ questo punto?

R: La FTR è buona per i piloti di corporatura grande; d’altra parte dicono che Suter e Moriwaki vadano bene per i piloti più piccoli. Ma il fatto è che tutte hanno vinto, tutte sono sempre in testa, quindi alla fine l’importante è il pilota.

D: Si vede che la Moto2 è molto equilibrata gara dopo gara.

R: Sì, per esempio, personalmente, a Montmeló il sabato mattina ero classificato 28° a 1,2 dal primo, e sottolineo il 28°: “questo non si è mai visto nella storia”. In questa categoria i punti costano carissimi, sono le gare più combattute. Non puoi nemmeno battere ciglio, è una guerra psicologica.

D: Essendo gare così equilibrate, è fondamentale fare un giro perfetto dopo l’altro. Pensi che grazie alla Moto2 il futuro della MotoGP sarà più combattuto?

R: Non si può mai sapere, le due categorie sono molto diverse. La verità è che in Moto2 devi essere sempre molto concentrato; è diverso dalla 250 cc, dove la moto ti lasciava lo spazio per passare: qui sei tu a decidere dove portarla. Se un pilota bravo si concentra e spinge, ti passa, e viceversa, se ti distrai, ti superano in quattro di colpo.

D: Ti piace molto Assen: vedi la gara favorevole?

R: La verità è che sì, Assen e Phillip Island sono i miei circuiti preferiti, e spero che lì tutto vada bene.

D: Parlando un po’ di MotoGP, Toni Elias sta attraversando un brutto momento.

R: Quello che posso dire è che Toni non è un pilota da stare lì: è un pilota molto bravo, lo ha dimostrato già l’anno scorso, e quello non è il suo posto, nemmeno lontanamente.

  • Intervista a Yonny:

D: Questo è il tuo secondo anno nel team: come hai vissuto l’arrivo di Tito?

R: In realtà molto bene, sono molto contento del mio compagno di squadra: andiamo d’accordo e, anche se lui ha i suoi meccanici, i suoi ingegneri e ognuno lavora per conto proprio, quando serve qualcosa, condividere telemetrie e cose del genere, c’è davvero un bel clima.

D: A Recas ti sei allenato con molti piloti del mondiale.

R: Sì, mi sono allenato con piloti come Bautista, ma soprattutto con Simón. Voglio “cogliere l’occasione per mandargli un saluto e dirgli di tornare in pista al più presto, che c’è bisogno di lui!”.

D: Che ne pensi della “manovra” Simoncelli-Pedrosa?

R: Dal mio punto di vista, non l’ho vista così dura come la si è voluta far credere: Simoncelli era già sulla traiettoria, ed è molto difficile correggerla a quelle velocità. Però è un peccato, perché Dani si è fatto male.

D: Com’è vissuto il mondiale delle moto nel tuo paese? Sei molto conosciuto lì?

R: Sia mio fratello che io siamo molto conosciuti lì: siamo praticamente gli unici della Colombia a correre a livello mondiale. In Colombia, anche se non è come qui in Spagna, il motociclismo ha un grande seguito.

D: In Colombia è difficile dedicarsi a questo professionalmente?

R: È vero che non ci sono gli stessi mezzi che qui, ma con un duro lavoro si arriva dappertutto.

D: Nel supermotard ti sei distinto in Colombia e anche qui: cosa ti piace di più, il supermotard o la velocità?

R: Il supermotard mi piace molto e in passato mi è sempre riuscito molto bene, ma la velocità mi piace di più.

D: Come abbiamo chiesto al tuo compagno, come vedi Assen?

R: È un circuito molto difficile: bisogna essere molto concentrati, fare una traiettoria rapidissima in curva, bisogna essere molto coraggiosi.

  • Intervista congiunta:

D: In questo periodo si parla molto di eliminare i controlli di trazione, i freni in carbonio e di peggiorare le gomme come soluzioni per rendere la MotoGP una competizione più combattuta.

TITO E YONNY: Sicuramente, se cambiassero tutte queste cose, sarebbe più combattuta. Del controllo di trazione non possiamo parlare, perché non l’abbiamo provato: magari saliamo su una MotoGP e non riusciamo a controllarla.

D: La notizia della settimana è che Elena Rosell sostituirà Julián Simón nella gara di Assen: trovate interessante l’ingresso delle donne nel mondiale?

TITO: Sarebbe fantastico che entrassero le donne: finora non è mai successo e sarebbe perfetto.

YONNY: Non avevo sentito la notizia, ma mi sembra “Porca miseria, ho corso con lei nel CEV, e va davvero forte”.

Dal team PlusMoto vogliamo augurare a entrambi i piloti una buona gara in vista di Assen: seguiremo con attenzione il loro lavoro.

E a tutti i seguaci di PlusMoto: restate sintonizzati, presto ci saranno delle sorprese.

Foto | PlusMoto.com

AB
2 commenti · Commenta

2 commenti

  1. Pingback: Bitacoras.com

🇮🇹 IT