Il pilota Valentino Rossi appende la tuta al chiodo e inizia la leggenda del 46
Il pilota Valentino Rossi si ritirava dal Campionato del Mondo di Motociclismo al Gran Premio di Valencia, dopo 25 anni nelle competizioni


Domenica scorsa al Circuito di Valencia, nell’ultima gara del Campionato del Mondo MotoGP della stagione 2021, abbiamo vissuto uno dei momenti più importanti, il ritiro di Valentino Rossi dalle competizioni.
L’italiano mette fine alla sua carriera da pilota dopo 25 anni di attività nel Campionato del Mondo, e si congeda con nove titoli mondiali, essendo l’unico ad aver vinto titoli nelle classi 125cc, 250cc, 500cc e MotoGP.
L’esordio di Rossi avvenne nel 1996 al Circuito di Sepang nella classe 125cc, all’età di soli 16 anni, ottenendo il 13° posto nella sua prima gara, un ottimo risultato per il suo debutto nel Campionato del Mondo. Conquistò il primo podio al Gran Premio d’Austria e la prima vittoria al Gran Premio della Repubblica Ceca nello stesso anno. Ma fu nel 1997 che lo vedemmo come il grande favorito, conquistando il titolo della 125cc con 11 vittorie in 15 gare.
Ed ecco il salto alla 250cc nel 1998, dove ottenne la sua prima vittoria ad Assen, chiudendo poi la stagione con quattro successi, senza dubbio il grande rookie, anche se non riuscì a conquistare il titolo della categoria. Ma l’anno successivo, nel 1999, si prese la rivincita e riuscì a vincere il campionato con un totale di 9 vittorie.
Con questi numeri, Rossi fece il salto nella categoria regina, allora la 500cc, ottenendo il primo podio a Jerez e la prima vittoria a Donington Park, senza dubbio un 2000 di apprendistato. E l’anno seguente, nel 2001, iniziò il regno di Rossi nella cilindrata grande, conquistando il suo primo titolo mondiale nella classe 500cc.
L’anno successivo iniziò la era della MotoGP, con Rossi di nuovo il migliore nel 2002 e nel 2003, e nello stesso anno salutò il suo caro Honda per iniziare una nuova sfida nel 2004, quella di guidare la Yamaha, con la quale rimase il re della categoria nel 2004 e nel 2005. Tornando a laurearsi campione nel 2008 e nel 2009 con la Yamaha, dopo due anni senza titoli, tornò la passione del 46.
Dopo l’era Yamaha, scelse una moto italiana con un pilota italiano, la Ducati, un periodo duro e complicato in cui ottenne tre podi in due stagioni molto difficili, decidendo infine di tornare in Yamaha nel 2013 e ottenendo la vittoria sul tracciato di Assen dopo tre anni senza successi.
Le stagioni successive furono positive, con successi, vittorie e podi, fino a quando nel 2017 arrivò uno dei momenti più difficili della sua carriera sportiva, la frattura alla gamba prima del Gran Premio di San Marino, che lo lasciò molto provato. Le stagioni passarono con vittorie ma senza altri titoli; l’ultima volta che vedemmo l’italiano sul podio fu nel 2020, con il terzo posto sul Circuito di Jerez.
E nel 2021 arrivò il momento di cambiare aria, vivendo le sue ultime gare con il team Petronas Yamaha, in prove complicate, ma come sempre lottando in ogni curva e su ogni circuito.
Valentino Rossi decise in questo 2021 di appendere la tuta al chiodo, ma il 46 non lascerà mai le moto, e sicuramente sarà legato ad esse in un modo o nell’altro, perché a Vale la moto gli vuole bene, come diceva il nostro caro Ángel Nieto.
Possiamo solo dire Grazie Vale.

















































