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Diario di un principiante: il mio primo casco

Il casco è il componente vitale dell'equipaggiamento di un motociclista, sia in città che in pista: è il pilastro della nostra sicurezza.

Cari amici di Plusmoto, oggi abbiamo l’intenzione di presentarvi una nuova serie di articoli, in cui cercheremo di offrire i nostri consigli sui primi passi nel mondo delle moto e di trasmettervi ciò che l’esperienza ci ha insegnato.

In questo primo articolo tratteremo il tema della scelta del casco, per circolare in strada, su strade extraurbane o in pista.

Innanzitutto dobbiamo pensare al budget: spesso dipenderà da quanto siamo disposti a spendere, anche se nella maggior parte dei casi dipenderà da quanto possiamo permetterci. Se trascuriamo questo punto rischiamo di spendere moltissimo, perché vi assicuro che nel mondo degli accessori per motociclisti c’è una tale varietà e prezzi così diversi che potresti pentirti di quanto speso. Inoltre ciò che ci piace di più di solito va di pari passo con ciò che costa di più: e chi non ha mai vissuto questa situazione?

Il punto in cui dovremo dedicare più risorse e attenzione è la scelta del casco, non solo perché è obbligatorio, ma perché è la miglior assicurazione sulla vita che possiamo avere. Tenete presente che un braccio rotto o una gamba si curano, anche se lasciano sempre degli strascichi (non voglio sembrare uno che dice di indossare solo il casco), ma una testa…, insomma, bisogna stare al sicuro.

Per sceglierlo dobbiamo considerare diversi fattori: materiali, costruzione, peso, prezzo, estetica, ecc.. Ma cercate sempre di lasciare l’estetica come ultimo dettaglio. So che nessuno comprerebbe un casco che gli sembra brutto, per quanto buono ed economico sia, ma intendo dire che prima di innamorarci di un modello, dovremmo informarci bene su tutto ciò che possiamo trovare su quel modello e sul marchio in generale, cercando gli equivalenti di altre marche: leggere e leggere è l’opzione migliore, perché chi è ben informato è chi prende la decisione migliore.

Per quanto riguarda il tipo di casco, il integrale sarebbe senza dubbio la mia scelta, indipendentemente dal tipo di moto che abbiamo. Non importa se è uno scooter da 50 cc, una custom o la sportiva da 1000 cc di turno. Il casco integrale è l’unico che ti garantisce che la tua testa sia coperta al 100% in ogni momento. D’estate farà caldo e d’inverno a volte si appannerà la visiera, non lo nego, ma preferisco questo piuttosto che vedere il mento scoperto. Tutti gli altri sistemi, apribili, jet, e non parliamo del casco minimal con visiera, non saranno mai al livello di un integrale. Tra questi, l’apribile è ovviamente quello che si avvicina di più, ma solo se lo teniamo chiuso. Con questo non voglio emettere sentenze, voglio solo esprimere il mio punto di vista, e tutti sappiamo che ognuno compra quello che vuole.

Però voglio essere categorico su una cosa: se non lo allacciamo, è come se non lo indossassimo, e spendere più di 200 € per un casco che non svolge la sua funzione è una stupidaggine in più. Quindi allacciatelo sempre: non costa nulla e così potremo continuare a vedervi da queste parti, che è la cosa importante.

In questa sezione esistono vari tipi di chiusura: se vi piacciono le corse e un giorno volete andare in pista, scegliete una chiusura a doppia D (ad anelli), è l’unica omologata per questo uso; tuttavia, se la vostra moto è da velocità ridotte e un uso 100% urbano, potete scegliere una chiusura rapida, che renderà tutto molto più comodo.

Il mio prezzo medio è intorno ai 600 €, ma tenete presente che questo è uno di quei casi in cui il prezzo è giustificato: se si prende un casco da 800 € e uno da 200 €, la prima cosa che si noterà è la differenza di peso; la seconda, che per il primo, oltre alle classiche taglie S, M, L, esiste un’ampia varietà di taglie intermedie, come XS, S/M, M/L, e così via per ogni taglia, il che ci permetterà di scegliere un casco che si adatti perfettamente alla nostra testa.

Per scegliere la taglia dobbiamo indossare il casco e girare la testa di lato: non serve rompersi il collo, basta verificare che il casco segua sempre la testa e non lasci gioco. Il gioco, oltre a rendere il casco inefficace, provoca vibrazioni che riducono la nostra visibilità alla guida e ci affaticano prima.

Alcuni degli errori tipici, soprattutto quando lo si acquista online, sono pensare che tutto ciò che si risparmia debba poi essere pagato in dogana (questo succede se arriva da fuori dell’Unione Europea, anche se generalmente non è mai tanto quanto si risparmia e alla fine costa comunque un po’ meno). Può capitare che non abbia il marchio di omologazione europeo, quindi il nostro casco non sarà legale, anche se è esattamente uguale ad altri venduti nei negozi; e succede anche che le taglie siano standardizzate per regione in molti marchi: voglio dire, la M americana non è necessariamente la M che ho provato nel negozio sotto casa mia.

Spero che questa sezione sia stata abbastanza chiara e sapete che per qualsiasi domanda lasciate un commento o scrivete a equipo@plusmoto.com


Foto | AGV, Schuberth, Airoh, Arai

AB
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