Scott Redding è stato il più veloce nella FP3 della Moto2 a Indy
Il pilota britannico del Marc VDS Racing Team ha ottenuto il miglior tempo della mattinata americana sul circuito di Indianapolis, con uno spettacolare 1:44.805, superando Márquez e Bradl, ed è stato l’unico a girare in 44.
In realtà la sessione non ha avuto molto da raccontare. Si è visto che tutti i piloti erano più adattati all’asfalto di Indianapolis, poiché man mano che passavano le sessioni si notava che c’era più gomma in pista, e logicamente, più aderenza.
Durante i primi giri abbiamo assistito a una lotta feroce per il miglior tempo tra Redding, Krummenacher e Corsi, percorrendo diversi giri in 46 medi, il che dimostrava che la pista migliorava di sessione in sessione, finché Smith non li ha battuti di un secondo e ha firmato un 45.6.
Aleix Espargaró, ancora colpito dal problema alle vertebre rilevato a Brno, causato da un vecchio infortunio, e inoltre si aggiunge che è arrivato dalle mini-vacanze che si era concesso dopo il GP ceco con un leggero raffreddore, il che non gli ha impedito di arrabbiarsi con Cardús e Rabat dopo averli visti alla sua ruota mentre cercavano tempi.
Solo si è animato negli ultimi minuti, quando Márquez, Redding, Pirro e Krummenacher hanno deciso di spingere e si sono scambiati la prima posizione negli ultimi cinque minuti, momento in cui Di Meglio è caduto poco prima di Bradl, che ha calpestato il cordolo del tracciato ovale e ha lasciato la sua Kalex in mezzo alla pista, ponendo fine al suo allenamento.
Il resto degli spagnoli ha concluso la sessione con fortune alterne. Julian Simón 8º e Tito Rabat è finito 11º, Aleix Espargaró 12º, il fratello Pol 15º e Ricardo Cardús 24º. Jordi Torres, che oggi compie gli anni, ha chiuso 28º, mentre il suo compagno nel CEV ma rivale qui, Carmelo Morales, 31º. Chi non ha disputato una buona sessione nel suo GP di casa è stato Kenny Noyes, che non è riuscito a superare il 33º posto, a quasi 3 secondi dalla pole di Redding.
Foto | Motogp.com










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